mercoledì 31 agosto 2011

Fare a meno degli idoli

Se n'è andato Zarate, uno dei giocatori più amati dai tifosi della Lazio. I bambini hanno pianto, quando hanno saputo la notizia del suo trasferimento all'Inter. Noi che siamo adulti, potremo aver provato un po' di dispiacere, ma ce ne siamo fatti una ragione e forse abbiamo capito che quel giocatore un po' ribelle e capriccioso e molto individualista non era da Lazio, non era molto utile al suo gioco.
Non daremo la colpa a Reja, e vedremo magari che cosa saprà combinare di bello Zarate a Milano. Può darsi che sia più tagliato per il gioco nerazzurro. E' quello che gli auguriamo. Se no, dovrà imparare la lezione e capire che il calcio non è un gioco individuale, ma un gioco collettivo, somma di tante disponibilità verso gli altri giocatori della squadra.

sabato 30 aprile 2011

Primo maggio

Primo maggio, festa del lavoro. Una volta si andava per prati, fave e formaggio. Altri tempi, migliori non solo nella memoria. Oggi si cercano le folle oceaniche e i concerti a San Giovanni. Bellissimi, ma faticosi, e impossibili a una certa età.
La Chiesa ha scelto questa data per un altro fatto memorabile: la beatificazione di un grandissimo papa come Giovanni Paolo II. Ma perchè cercare proprio questa data e questa coincidenza? Perché GP2 è stato forse il primo papa lavoratore, ex minatore? Ma anche altri papi hanno lavorato tanto. 
Roma, poi,  sarà capace di reggere in contemporanea due grandi spettacoli da un milione di persone?

giovedì 21 aprile 2011

Venerdì Santo a Cave: Cristo fa ancora spettacolo

Quella del Venerdì Santo, a Cave, è una grande rievocazione storica, che risale al 1879, ed ha quindi 132 anni di esperienza. Cinquecento figuranti del Vecchio e del Nuovo Testamento, da Adamo a Cristo,
attraversano la cittadina laziale lungo tutto il chilometro di percorso della statale 155 di Fiuggi, rievocando le sacre vicende dalla nascita dell'uomo fino alla morte del Figlio dell'Uomo, venuto sulla terra per redimerci.
Lo spettacolo comincia alle 20.30 per la durata di un'ora e mezza, culminante nella scena madre del Calvario. Canti sacri di vecchia tradizione popolare accompagnano, insieme alle torce delle "pie donne", tutto il corteo, colorato di mille costumi. Da tutti i paesi vicini e dalla capitale molta gente accorre per assistere al grandioso spettacolo, animato anche dai cavalli e dai costumi dei soldati romani.